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Disaster Recovery

21 marzo 2020

Implementare diverse soluzioni che garantiscano la salvaguardia dei dati e della continuità operativa aziendali è la strategia vincente per assicurarsi la protezione delle informazioni. Per questo il backup deve essere affiancato a un sistema di Disaster Recovery.

In informatica, il Disaster Recovery è inteso come un insieme di misure tecnologiche (software e hardware) e di procedure programmate e codificate utili a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture quando questi subiscono gravi e prolungati danni dolosi o accidentali, o si presentano emergenze che minacciano altamente la loro regolare attività, causando problemi in termini di Business Continuity, come minimo, o di vera e propria perdita di dati unita ad un prolungato fermo operativo nei casi più gravi.

Piano di Disaster Recovery: a cosa serve?

L’implementazione di un efficace Sistema di Disaster Ricovery passa attraverso la definizione di un Piano di Disaster Recovery (Disaster Recovery Plan), un documento operativo che descrive le attività utili a garantire il ripristino delle funzioni ICT e delle infrastrutture che supportano i servizi “critici” per l’azienda stessa. Tali interventi di “ripristino” in seguito ad un “disastro” devono essere effettuati nel minor tempo possibile, per garantire un’interruzione minima delle attività stesse dell’azienda.

E’ noto infatti che un Disaster Recovery è “misurabile” attraverso due parametri:

il RPO (Recovery Point Objective) che indica il tempo massimo necessario a mettere in sicurezza un dato, ad esempio attraverso il backup. Un RPO ottimale è pari a zero: il dato viene messo in sicurezza istantaneamente. Da cui ne discende quale sia la massima quantità di dati che il sistema può perdere a causa di guasto improvviso.

il RTO (Revovery Time Objective) è il tempo massimo di “down” previsto, dal momento in cui i servizi non sono più disponibili al momento in cui l’operatività viene ripristinata. Un RTO ottimale è, anche in questo caso, quello pari a zero.

Siccome RPO e RTO  non potranno mai essere uguali a zero, l’obiettivo del Disaster Recovery è quello di avvicinarsi il più possibile allo zero. Ne discende che un Disaster Recovery efficace è quello che fa ripartire la nostra azienda, qualunque sia l’evento scatenante, un Disaster Recovery è poi tanto più efficiente quanto più RPO e RTO si avvicinano allo zero.

Ecco perché il Piano di Disaster Recovery viene inserito all'interno di un Business Continuity Plan (o Piano di Continuità Operativa), un piano che esplicita quali siano le misure da assumere per far sì che la continuità operativa aziendale non sia mai compromessa.

Cosa significa interrompere la Business Continuity per un’azienda?

Fermare le attività operative di un’organizzazione, dunque la sua capacità di continuare ad erogare prodotti/servizi a livelli accettabili, significa causare gravi danni da interruzione della produzione, il rischio più temuto dalle aziende a livello globale.

Quali tipi di disastri possono compromettere la continuità aziendale?

 

  • Disastri naturali, come inondazioni e terremoti e altre calamità naturali a cui purtroppo siamo spesso sottoposti nel territorio italiano.
  • Più comuni e molto più frequenti sono invece i disastri che causa l’essere umano, quali furti, danneggiamenti casuali o volontari, bug, attacchi hacker...

Nonostante sia impossibile prevedere tali catastrofi, è auspicabile realizzare, con largo anticipo, un piano per il recupero (piano di Disaster Recovery per l’appunto), che permetta di salvare le nostre infrastrutture e quindi i nostri dati.

Perché affiancare il Backup a una strategia di Disaster Recovery?

 

Perché il DR permette di proteggere l’intero sistema che potrebbe subire un blocco o un danno irreparabile per il suo intero funzionamento, mentre il backup ha come obiettivo quello di salvaguardare il dato. Certo un Disaster Recovery non può prescindere da un efficace Backup, ma il solo Backup delle informazioni non è sufficiente a garantire un ripristino dell’operatività aziendale, se non si predispongono procedure e sistemi che facciano ripartire l’infrastruttura hw e sw che consenta poi di utilizzare i dati salvati!

Prevenire è meglio che curare

Possiamo provare a prevenire gli imprevisti che minano la Business Continuity della nostra azienda?

Sì, tramite delle valutazioni preventive e delle analisi dei possibili rischi e delle soluzioni che riportino la normalità all'interno della nostra azienda a seguito di un disastro
Gli incidenti casuali e i disastri di qualsiasi natura sono sempre da considerare e da mettere in conto quando si valuta l’operatività aziendale di ogni organizzazione.

Per questo predisporre un Piano di Disaster Recovery che implementi un efficace Sistema di Disaster Recovery è l’unico modo per proteggere la propria azienda.

Perché affiancare il backup a una strategia di Disaster Recovery?

 

Perché il DR permette di proteggere l’intero sistema che potrebbe subire un blocco o un danno irreparabile per il suo intero funzionamento, mentre il backup ha come obiettivo quello di salvaguardare il dato. Certo un Disaster Recovery non può prescindere da un efficace Backup, ma il solo Backup delle informazioni non è sufficiente a garantire un ripristino dell’operatività aziendale, se non si predispongono procedure e sistemi che facciano ripartire l’infrastruttura hw e sw che consenta poi di utilizzare i dati salvati!

Le nostre soluzioni per il Disaster Recovery abbinato a soluzioni di Backup:

https://www.jtpnet.com/assistenza-informatica/sicurezza-informatica/backup/

I diversi tipi di backup e il Disaster Recovery sono metodologie di protezione dei dati e di salvaguardia della propria Business Continuity regolamentati dal G.D.P.R., e quindi obbligo di legge.

Segui il nostro prossimo articolo per saperne di più!

La tua azienda utilizza un sistema efficace di backup dei dati? I tuoi dati aziendali sono veramente al sicuro? Pensi di adempiere correttamente al G.D.P.R.?
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